Schweizerischer Jugendmusikwettbewerb Concours Suisse de Musique pour la Jeunesse Concorso Svizzero di Musica per la Gioventù Concurrenza Svizra da Musica per la Giuventetgna

sjmw.ch/2020

Saluti

2019

Ignazio Cassis

Bundesrat, Vorsteher des Eidgenössischen Departements für auswärtige Angelegenheiten (EDA)

Essere consigliere federale è un compito affascinante e impegnativo, ma ha anche il suo prezzo da pagare: non riesco più a suonare così spesso come vorrei! La musica mi dà in effetti grande gioia. I miei strumenti preferiti sono la chitarra e la tromba: ogni loro nota mi porta in un mondo fatto di armonie, emozioni e atmosfere speciali. Che sia classica, jazz o pop, che lo si faccia per puro divertimento o perseguendo grandi ambizioni, far musica è un’intensa esperienza di vita.

Al Concorso Svizzero di Musica per la Gioventù le ambizioni sono in primo piano. Sono lieto che quest’anno la finale si svolga a Lugano. Come ogni regione del nostro Paese, il Ticino vanta infatti una tradizione musicale di tutto rispetto. Il fatto che tanti giovani talenti si mettano alla prova per quattro giorni in questo Cantone è un’espressione straordinaria del dialogo tra ragazze e ragazzi provenienti da ogni angolo della Svizzera. La musica è la lingua più antica e affascinante del mondo e contribuisce a rafforzare la nostra coesione nazionale.

Ringrazio la Fondazione Concorso Svizzero di Musica per la Gioventù, che da oltre 40 anni si dedica con grande impegno a scoprire nuovi talenti e a promuovere la diffusione di questa arte. Così facendo, dà un importante contributo alla promozione della formazione musicale, che è sancita come obiettivo da perseguire nella nostra Costituzione, e alla tutela della varietà culturale del nostro Paese. Infine fa sì che, grazie a questi giovani appassionati, le persone che vivono in Svizzera possano avere ancora più occasioni di godere semplicemente della musica, come io stesso faccio non appena posso.

2019

Helena Maffli

Presidente del Consiglio di fondazione

Alla vigilia della 44a edizione del Concorso Svizzero di Musica per la Gioventù, mi rallegro di costatare che il Concorso è diventato un appuntamento annuale imprescindibile nel paesaggio svizzero della formazione musicale. In uno Stato federale quale la Svizzera è indispensabile avere un luogo dove i giovani musicisti, assistiti dai loro insegnanti e sostenuti dai loro parenti, possano misurarsi con i loro pari. La decisione di prendere parte al Concorso è sempre un atto personale di coraggio, ma l’inquadramento offerto dal CSMG permette di affrontare l’avventura con la massima fiducia. Anno dopo anno, l’amministrazione del Concorso, gli organizzatori locali, le commissioni musicali e i giurati mettono in opera il possibile affinché il Concorso rimanga un’esperienza positiva nella vita dei giovani che vi partecipano.

Che i giovani partecipanti diventino dilettanti – nel migliore senso della parola – o professionisti della musica, il Concorso sarà stato soltanto una tappa nel loro percorso di vita. Avrà però dato loro la possibilità di misurarsi con loro stessi, di incontrare e ascoltare i loro pari e di ricevere il responso di una giuria professionale. Una tale esperienza è propizia per rafforzare la motivazione e dare una direzione da seguire non solo ai giovani, bensì anche ai loro insegnanti.

Il grande numero di partecipanti di ogni regione del paese e il livello dei premiati mettono il CSMG al livello dei migliori concorsi del genere in Europa. Ne possiamo andare fieri.

Questo sviluppo non sarebbe però mai stato possibile senza il sostegno di una rete crescente di attori diversi, di partner e di sponsor che contribuiscono al successo duraturo del Concorso. In nome del Consiglio di fondazione e nella mia qualità di nuova presidente, ringrazio tutti molto sinceramente per il loro impegno.

2019

Emmanuel Pahud

Flautista solo Berliner Philharmoniker

Auguro a tutti voi, nostri giovani talenti, di trovare durante l’edizione 2019 del Concorso Svizzero di Musica per la Gioventù la stessa felicità che ho avuto modo di scoprire come giovane candidato tre decenni orsono e che da allora non mi ha mai abbandonato: mi auguro che possiate trovare sul palcoscenico uno spazio nel quale, grazie alla vostra incessante preparazione, fare sbocciare la vostra passione e il vostro talento, esprimere le vostre emozioni e convinzioni intime, respirare in armonia e fiducia con il pubblico (famiglie, amici, giuria, melomani) per vivere insieme questi momenti privilegiati.

 

Siamo al momento del concerto o del concorso tutti dalla stessa parte: riuniti da questa formidabile benevolenza protettrice che è quella del genio della musica, da cui hanno tratto ispirazione i compositori di questi brani che avete scelto, e che ci permetterà di scoprire insieme il meglio di voi. È un formidabile passo avanti che state facendo, e un’esperienza fruttuosa che vi aprirà nuove prospettive per la vostra vita in musica. Noi abbiamo il privilegio di vivere qui la vostra «primavera» musicale al vostro fianco.

Grazie a voi di farci vivere la «vostra» musica.

2019

Christoph Brenner

Direttore generale Conservatorio della Svizzera italiana

É già la quinta volta che possiamo dare il benvenuto alla Finale del Concorso svizzero di musica per la gioventù. Se alla prima rassegna nel 2001 i finalisti sono stati un centinaio, questa volta ospiteremo oltre 300 vincitori dei concorsi regionali. Siamo felici di questa massiccia affluenza e speriamo che il concorso possa svolgersi senza difficoltà in questo periodo di intenso movimento turistico.

Auguriamo a tutti i partecipanti di riuscire ad esprimersi al meglio delle loro possibilità, di poter condividere i giudizi delle giurie e di fare rientro a casa contenti, soddisfatti e motivati. Non da ultimo speriamo che – accanto ai momenti di competizione musicale-sportiva – ci sia anche sufficiente spazio per lo scambio culturale con i giovani delle altre regioni del nostro paese.
In bocca al lupo e … buon divertimento!

2018

Urs Schnell

Direttore Fondation Suisa

Dear musician, dear musician

You’ve done without a lot of things. Things you might just as soon have wanted to do. But you’ve been practicing. For hours. You worked hard while others enjoyed their free time. Yeah, you’ve invested hours on this one piece, this one tricky passage.

To possess talent can be quite exhausting!

But now you are here and have your skills measured and judged within the framework of the Swiss Music Competition. You want to know where you stand. You want to go one step further. Keep going. Playing – over and over again.

Not to waste one’s talent deserves the utmost respect!

Respect for you, but also for your environment. The parents who make this possible for you. The trained and motivated teachers who have recognized your potential. The professionally run music schools that give you a solid foundation. And last but not least: All your friends who have to do without you so often and so long while you go this musical path.

Promoting a talent takes time, requires a lot of money and energy and needs – sometimes – strong nerves!

And yes, finally it’s time. All those hours, all your effort for that one moment. You came to the Come Together to convince us all: The audience as well as the jury. And you can be sure: We all keep our fingers crossed. Because we know your efforts have paid off, because:

Listening to a talent means: to be allowed to experience an unforgettable musical moment!

Urs Schnell, Director FONDATION SUISA – May 2018

2018

Dr. Silvia Steiner

Consigliera di Stato e capo del Dipartimento dell’educazione del cantone di Zurigo

La Svizzera fa musica. Lo professa al più alto livello, nella Costituzione federale. La Confederazione e i cantoni devono provvedere a un’educazione musicale di qualità in modo da rafforzare l’educazione musicale, in particolare dei bambini e dei giovani. Questi devono avere la possibilità di praticare la musica durante il loro tempo libero. E i giovani con talenti musicali particolari devono godere di una promozione specifica. La musica anima la gioventù, fisicamente e mentalmente. Come organizzazione sensata del tempo libero promuove la creatività e rafforza la coscienza di sé. Sviluppa virtù importanti per la vita, quali la perseveranza, la disciplina, la resistenza e l’applicazione. Non è un caso che, come si constata, i giovani che preferiscono praticare la musica piuttosto che passare troppo tempo su internet, con videogiochi o a chattare, ottengono migliori risultati a scuola. La musica crea legami forti. A grande e piccola scala. Promuove lo spirito di squadra, porta esperienze comuni. Non conosce barriere, e soprattutto nessuna barriera linguistica. Distribuendo i concorsi fra diversi luoghi della Svizzera, il Concorso Svizzero di Musica per la Gioventù diffonde lo spirito della musica in tutte le parti del paese e contribuisce così a legarle culturalmente fra di loro.

 

Il Concorso Svizzero di Musica per la Gioventù non si accontenta così di fare ascoltare la musica, la fa anche vedere. E conosce soltanto vincitori, i partecipanti, che guadagnano già soltanto partecipando. La Svizzera che si unisce. Io stessa sono una grande amante della musica. Vado regolarmente a concerti, non importa se sono di musica classica, di jazz, di pop o di rock. Da anni, per esempio, un amico organista mi fa un’impressione particolare con il suo modo di utilizzare l’organo della sua chiesa, inconsueto poiché su questo suo strumento sacro suona sia Bach sia musica popolare e pop. La musica mi porta un rilassamento ottimale e mi rimette in forze per la vita quotidiana. Ringrazio tutti quelli che contribuiscono al successo del Concorso Svizzero di Musica per la Gioventù e auguro un pieno successo ai giovani musicisti.

2018

Seven

Musicista

In our latitudes we breed people with the aim that all are identical. The schemes in which the children should fit are very old and usually predetermined before the child starts the first day of school. We create machines and yet everyone wants to be the new Steve Jobs. Pioneers are only noticed in this country when they have fought their way through the valleys of the repetition and forests of the direct current with full commitment and risk. Only when they have not been taken seriously, smiled at and yet have not lost their way. We train to serve and do. But the world needs decision-makers, doers, visionaries and people who master problems and challenges every day that did not even exist at school. We teach pure facts and often do not prepare the children for how to deal with rapidly and constantly changing circumstances and situations. Intuition, flexibility and improvisation skills fall by the wayside. What is missing is an important ingredient that makes the difference between visionary and robot: creativity!

In many places there is a misconception that only professional groups such as painters, musicians, actors and many other non-integrated free spirits need to be creative. Those with «real», classical professions just don’t have time for such stuff. This view is still deeply rooted in our society and prevents energy from being released before it can change everything.

Whether at the retailer at the checkout or as CEO of a major bank; creativity makes the difference and separates the wheat from the chaff. It makes the difference between the good, solid employees and the achievers, the enthusiastic doers who change and drive things forward.

In my opinion, the activities and abilities to make music, to be creative and to learn to use one’s own imagination should belong on every curriculum. And this with the same importance that is assigned to the «important» subjects. Let yourself go, give emotions and ideas space and attention, this is the training of tomorrow’s pioneers and startups. Making music together, approaching and responding to each other, understanding and feeling emotions and sounds – all this belongs to the best «social trainings» of all. Music is presence and can only be felt and not touched. Music and making music is a feeling to which everyone should have access and come into contact. That is why music promotion is not charity work or a chocolate giver for a good cause, no. Promoting music and youth music is an important investment in our society, our country, our economy and our future.

Seven

2017

Sylvain Jaccard

Direttore del Conservatorio di musica Neuchâtel

Gentile signora, Egregio signore, Cara musicista, caro musicista

È un piacere e un onore per la città di La Chaux-de-Fonds poter accogliere quest’anno la finale del Concorso Svizzero di Musica per la Gioventù. Terza più grande città della Svizzera romanda e metropoli orologiera, La Chaux-de-Fonds incanta il visitatore con la diversità della sua architettura e della sua offerta culturale. Bisogna ricordare che è il luogo di nascita di grandi personalità quali Le Corbusier, Blaise Cendrars e Louis Chevrolet. Dal 27 giugno 2009, le città-manifatture di La Chaux-de-Fonds e di Le Locle sono per di più iscritte nell’Elenco del patrimonio mondiale dell’UNESCO. Spero che avrete il tempo di visitare un po’, anche soltanto di salire al belvedere del 14° piano della torre d’Espacité per ammirare la vista a quasi 360° sulla vecchia città. Il grande motivo di orgoglio per i musicisti della regione è però senza dubbio la Sala di musica che è, ricordiamolo, chiaramente una delle migliori al mondo. Non si conta il numero di registrazioni realizzate in questa sala da musicisti di tutto il mondo. Quando si invita un grande interprete a venire ad esibirsi a La Chaux-de-Fonds, non è mai necessario insistere, tutti vogliono conoscere il piacere e la profonda soddisfazione di far risuonare il proprio strumento in questa sala dall’acustica eccezionale. La città di La Chaux-de-Fonds è dunque volta da molto tempo alla cultura e in particolare alla musica.

Ne testimonia la «visione profetica» qui accanto, che il compositore svizzero Bernard Reichel ha disegnato nel 1947. A tergo di questa illustrazione si trova la dedica seguente: «Nel 1967 tutto sarà molto cambiato a La Chaux-de-Fonds, le arti e la musica (…) avranno sostituito ogni altra preoccupazione(…).» L’avrete capito, Reichel immaginava l’importanza che il Conservatorio stava per assumere per la popolazione. L’unica differenza fra la visione del compositore e la realtà è forse il numero reale di piani della nostra istituzione… Ma come lo potete costatare, il Conservatorio è un gioiello nel cuore della città. La sua sala di concerto, la sala Faller, offre anch’essa un’acustica eccezionale che ha permesso ad artisti come la grande pianista HJ LIM di registrare per marchi internazionali. L’avrete capito, siamo fieri della nostra città, delle sue ricchezze e del suo contributo per la cultura in generale. È dunque un grande piacere per noi poter condividere quest’orgoglio con voi nell’ambito di questo concorso. Mi auguro che tutti voi, musicisti partecipanti, possiate vivere in questa città un’esperienza essenziale che vi permetta, citando le parole di HJ Lim, di spiegare tutte le vostre possibilità di espressione e di sublimarle.

2017

HJ Lim

Pianistia

Cosa significa la parola concorso? Contro ogni aspettativa, dal latino concursus, designa il mirare a uno stesso scopo, il cooperare. Diciamo infatti: prestare il proprio concorso. Se il concorso è una cooperazione piuttosto che una competizione, un’assistenza mutua per mirare a uno stesso obiettivo piuttosto che un confronto, qual è in effetti questo scopo? È l’arte, e questa è l’espressione della nostra essenza, la voce dell’indicibile. La musica, in quanto arte, permette di spiegare tutte le possibilità d’espressione che un essere contiene e di sublimarle. Lo strumento musicale è soltanto, se così si può dire, un «passatore». Se l’arte è l’interesse essenziale che ci anima, noi musicisti, sia durante come fuori concorso, il quadro di un concorso musicale ci offre allora uno spazio formidabile per scoprire la diversità e l’universo di ogni artista. Ci permette di incontrare musicisti della stessa generazione, di ricevere e dare ispirazione, in seguito di lavorare e di dirigerci tutti insieme sullo stesso cammino.

 

In questo modo, il concorso non sembra essere lo scopo o il mezzo di precedere l’altro, bensì soltanto uno degli strumenti che ci permettono, a tempo debito, di progredire. È, se così si può dire, un acceleratore. «Se ci fosse una sola verità, non si potrebbero fare cento tele sullo stesso tema», dice Picasso. Ci sono tanti Beethoven quanti interpreti, è quello di ciascuno che si desidera sentire, perché non si tratta di cercare «il migliore», bensì di scoprire «l’unicità» e l’autenticità dell’opera e dell’essere, che si rivelano con l’intensità e la profondità del lavoro. «Sono andata sufficientemente lontano nell’esplorazione dell’opera fino ad essere in immersione totale con lei?» È questa la domanda che mi farei piuttosto che sapere se ciò che faccio è giusto o sbagliato. Che c’è di più bello di scoprire e onorare la diversità dell’espressività musicale, nonché l’unicità di ciascuno? La differenza ci permette infatti una creatività interdipendente. Se il concorso è una «co-creazione» che facilita l’esplorazione della nostra espressione artistica grazie al concorso di tutti i partecipanti che s’ispirano gli uni gli altri, si sarà raggiunto l’essenziale.

2016

Michael Eidenbenz

Presidente CSUMS

Nei concorsi vincono i migliori. Ciò risiede nella natura delle cose e vale anche per i concorsi musicali. Cosa significa «I migliori»? Spesso è più facile stabilire il significato di «suonare bene». È una questione di tecnica, intonazione, padronanza dei brani scelti, musicalità di base, ecc. È invece più difficile rispondere alla domanda di cosa significhi «migliore in assoluto». Si tratta di sfumature, valutazioni, opinioni, preferenze e queste devono essere discusse; è qui che inizia un dialogo. Dopo l’audizione la giuria discute, ma anche i partecipanti devono provare, valutare e decidere quali modulazioni interpretative adottare. Discutono con i loro insegnanti, forse con i partner di musica da camera, ma anche con loro stessi esercitandosi. È un lavoro impegnativo, dal punto di vista motorio, sensoriale, intellettuale.

E nel fare questo avviene una riflessione sulla musica che non è teorica, bensì che trova subito un’espressione immediata, è un lavoro culturale! Nel stimolare un lavoro di questo genere, il Concorso svizzero della musica per la gioventù promuove le prestazioni culturali nel migliore dei suoi modi: giovane, giocoso, durevole. Alcuni partecipanti saranno proclamati «vincitori migliori» e conquisteranno premi; ma non ci saranno perdenti. È un evento in occasione del quale tutti i partecipanti non possono altro che vincere.

2016

Madeleine Herzog

Direttore del dipartimento Cultura, direzione Giustizia e affari interni

È generalmente noto che il movimento e un’alimentazione sana si ripercuotono positivamente sulla salute e sul benessere dell’essere umano. La consapevolezza della grande e molteplice influenza della musica sull’uomo e sul suo sviluppo è aumentata significativamente negli ultimi anni soprattutto grazie ai progressi nella ricerca sul cervello. Tale effetto si esplica ascoltando musica, ma in misura ancora maggiore suonando o cantando da soli e in particolar modo facendo musica insieme. Un’indagine dell’ufficio federale di statistica ha rilevato alcuni anni fa che in Svizzera si fa musica prevalentemente da soli. Solo il 37% degli intervistati suona con altri musicisti e ciò avviene maggiormente in gruppi svizzeri di musica popolare e di fiati. Il Concorso svizzero di musica per la gioventù svolge pertanto un doppio ruolo fondamentale: non solo stimola l’attività musicale propria, ma soprattutto l’attività canora in un coro e il suonare uno strumento con altri musicisti.

 

Più di quarant’anni fa i promotori del concorso avevano un chiaro obiettivo: la promozione dei giovani musicisti d’orchestra. Il concorso persegue questo obiettivo a tutt’oggi con grande coerenza e sempre più successo: il livello tecnico-musicale dei musicisti e conseguentemente anche le prestazioni di prim’ordine si sono sviluppate e sono cresciute in una misura incredibile. In questo modo il concorso è diventato un importante «varco» per accedere ad uno degli ambitissimi posti in un’orchestra. Oltre a questo obiettivo tanto prezioso quanto speciale che riguarda solo una piccola parte delle migliaia di partecipanti ogni anno, il Concorso svizzero della musica per la gioventù rappresenta per innumerevoli ragazzi tra gli otto e i ventidue anni un importante traguardo intermedio che non di rado decide del loro futuro, ovvero se proseguire o abbandonare la musica. Con la sua presenza nazionale e la sua struttura decentralizzata, il concorso è a tutt’oggi uno strumento ideale per promuovere la pratica del «fare musica insieme». Per questo motivo l’Ufficio della cultura del Canton Zurigo si rallegra di poter sostenere con un contributo questa manifestazione utile e divertente allo stesso tempo.

2015

Dr. Manuel Rybach

Direttore della Credit Suisse Foundation

Cari musicisti, cari amici della musica,

Il partenariato con la Fondazione del Concorso Svizzero di Musica per la Gioventù (CSMG) costituisce la base del sistema piramidale di sponsorizzazione della Credit Suisse Foundation nell’ambito della musica classica. Dal 2004 noi sosteniamo il lavoro importante del CSMG in favore dei giovani talenti che si consacrano alla musica con molto entusiasmo e amore. Il CSMG incoraggia, offre delle opportunità, trasmette gioia e permette a giovani musiciste e musicisti di fare le loro prime esperienze davanti a una giuria esigente e a un pubblico non meno attento. Ogni anno più di 1500 bambini e giovani mettono in mostra il loro talento musicale nell’ambito della musica classica e del Jazz, Rock&Pop.

Oltre a questo sostegno alla base, la Credit Suisse Foundation attribuisce il «Credit Suisse Young Artist Award» e il «Prix Credit Suisse Jeunes Solistes». Questi due riconoscimenti di alto livello sono destinati – grazie a un loro richiamo internazionale – a riconoscere le performance di artisti con esperienza, accompagnandoli fino alla sommità della piramide.

Ringraziamo la Fondazione del Concorso Svizzero di Musica per la Gioventù, che garantisce le condizioni necessarie per una brillante crescita dei giovani talenti. A nome della Credit Suisse Foundation, auguro molto successo a tutti i finalisti.

2015

Lionel Bringuier

Direttore principale dell’Orchestra della Tonhalle di Zurigo

Ho particolarmente a cuore la promozione di giovani musiciste e musicisti e sono molto contento che il CSMG si impegni per questo scopo da più di 40 anni. Come direttore principale dell’orchestra della Tonhalle di Zurigo e in quanto successore di Gerd Albrecht, fondatore del Concorso, ammiro il lavoro duraturo che il CSMG effettua a favore dei giovani talenti.

Alcuni precedenti vincitori del Concorso occupano posti di rilievo nell’orchestra della Tonhalle di Zurigo. Grazie al suo impegno per la scoperta di giovani talenti e per la promozione della musica su larga scala, il CSMG gioca un ruolo essenziale nel panorama musicale svizzero.

Porgo al CSMG i miei migliori auguri per il suo 40° anniversario!

2014

Sol Gabetta

Musicista

Cari giovani partecipanti, cari amici della musica,

Che cosa possono apportare l’apprendimento dell’arte di suonare uno strumento e la partecipazione a un concorso musicale?

La crescita musicale passa attraverso l’apprendimento dell’arte di suonare uno strumento, che può o dovrebbe cominciare nella prima infanzia, ovvero verso i quattro o cinque anni.

Questo apprendimento va ben oltre le sole conoscenze musicali, dal momento che è una porta aperta verso una moltitudine di altri saperi.

Prima di tutto l’educazione musicale favorisce lo sviluppo cognitivo e la concentrazione, affina e potenzia la memoria, è propedeutica alla creatività, stimola l’attitudine all’espressione musicale, migliora le facoltà di percezione e infine, attraverso l’espressione musicale, sviluppa la potenzialità della nostra personalità.

Alcuni padroneggiano tecnicamente il proprio strumento e la scoperta dell’interazione artistica resta e resterà un arricchimento considerevole sul piano personale, ma avere il coraggio di presentarsi e di partecipare a un concorso apre ulteriori orizzonti.

Al piacere di poter padroneggiare il proprio strumento e di acquisire confidenza in sé stessi, si aggiunge quello di testare le proprie attitudini di fronte ad altre personalità, ad altre sensibilità e questa sfida lanciata a voi stessi vi permetterà di incontrare altri giovani con le stesse vostre aspirazioni, di stringere nuove amicizie e vivere confronti costruttivi.

Oggi poche attività musicali, al di fuori dei rinomati concorsi musicali riservati a virtuosi, permettono una tale combinazione di stimoli e sarà presto prioritario creare altre istituzioni in campo musicale poiché i legami d’amicizia rappresentano una bella fonte di motivazione per gli appassionati di musica.

Siano questi degli ottimi motivi per partecipare al concorso CSMG, occasione di riflessione e opportunità di lavoro utile a qualificarsi in modo autentico in un mondo un po’ troppo standardizzato.

Che la musica continui a essere presente nella vostra vita!

È in questo senso che auguro a tutti voi di vivere delle esperienze e degli incontri speciali di cui vi ricorderete a lungo.

2013

Mario Venzago

Direttore principale dell’Orchestra sinfonica di Berna

Cari giovani partecipanti, signore e signori promotori e giurati, egregio pubblico,

Come direttore principale dell’Orchestra sinfonica di Berna, il più grande ente classico della città federale, vi porgo a tutti il benvenuto a Berna per il 38° Concorso Svizzero di Musica per la Gioventù.

La musica è un’arte fugace. Un suono nasce, si spegne e, irrevocabilmente, non è più che ricordo. Questo ci spinge a ricreare e far nascere sempre daccapo la musica.

Ogni volta questo comporta un rischio. Senza questo rischio che si corre nel fare musica, la nostra vita risulterebbe impoverita. Ammiriamo naturalmente i solisti e le orchestre celebri. Tali maestri fuoriclasse non cadono tuttavia semplicemente dal cielo. Sono la punta di una piramide di larga base. Significa che bisogna portare la musica a ognuno il più presto e il più intensamente possibile, qualunque sia il ceto sociale al quale appartiene. È l’unico modo per far nascere comprensione e prestazione. E ciò a tutti i livelli.

Va da sé che l’obiettivo di una larga mediazione della musica non è di promuovere il vertice della piramide, bensì di risvegliare in modo generale ed estensivo la comprensione e la passione per la nostra arte. Voi giovani musicisti che partecipate a questo concorso siete privilegiati. Avete goduto già presto di una formazione musicale e siete tutti in grado di suonare veramente bene. E lo volete anche mostrare pubblicamente. Tuttavia, le prestazioni musicali e artistiche non si possono misurare come si fa con quelle sportive. Il più veloce non è il migliore. Si tratta di ciò che sta fra le righe, che non si può pesare né esprimere. È, ovviamente, imprescindibile suonare bene e padroneggiare gli strumenti. Ma questo non è tutto. La musica ha un’anima. Solo chi si emoziona può a sua volta emozionare. E questo succede indipendentemente dallo stadio raggiunto.

Dietro i minuti della vostra esibizione che passano a una velocità vertiginosa, c’è un numero incalcolabile di ore di esercitazione dura e continua. Ma tutti questi sforzi sono dimenticati o come trasfigurati quando giunge il successo. Forse riuscirete qualcosa del tutto particolare che solo voi stessi sentirete. Forse questo vi porterà un premio. E sfocerà persino in una carriera. Tutto ciò non è così importante.

Ciò che è importante è infatti la partecipazione, il coraggio di presentarsi, di sfidare se stessi e di fare un passo avanti sulla lunga via che conduce alla musica. Sia come musicista professionista, o come fruitore. Ma in ogni modo come amante della musica. Per presentarsi così in scena, è necessario un pubblico bendisposto … e un po’ di fortuna. Di tutto cuore, vi auguro l’uno e l’altra.

2013

Alain Berset

Consigliere federale

La musica è di grande importanza, per noi personalmente, ma anche per la società. Essa favorisce la percezione e la creatività e serve pure come lingua comune che aiuta a superare i confini. Bambini e giovani in particolare imparano così ad avere riguardo per gli altri e a integrarsi in una comunità.

La Confederazione ha dunque buone ragioni per incoraggiare la formazione musicale. La nuova legge sulla promozione della cultura l’autorizza e nello stesso tempo la obbliga a farlo. L’obiettivo è di aiutare i bambini e i giovani ad acquisire e sviluppare le loro competenze musicali nel settore extrascolastico – completando le misure prese dai cantoni e dai comuni in materia di formazione.

Approvando, nel settembre 2012, l’articolo costituzionale sulla promozione della formazione musicale dei giovani, il popolo ha confermato il ruolo centrale giocato dalla musica nello sviluppo dei giovani. Quest’articolo garantisce un insegnamento musicale di qualità nelle scuole e sostiene chi possiede uno spiccato talento musicale. Deve inoltre permettere ai giovani di imparare più facilmente a suonare uno strumento e di svolgere un’attività musicale nel tempo libero.

Ricco di più di 35 anni di esperienza, il Concorso Svizzero di Musica per la Gioventù si mette al servizio della formazione musicale. Tiene conto dell’evoluzione del tempo, come dimostra l’integrazione del rock/pop e del jazz accanto alla musica classica. Perciò questo concorso, il più grande concorso annuale nazionale di musica, riceve un sostegno rafforzato da parte della Confederazione. Le diverse possibilità di suonare in pubblico sono per i giovani nello stesso tempo uno stimolo e una ricompensa. Insieme, si fa musica e si presenta ciò che si è appreso. La giovane generazione acquisisce così nuove capacità per il futuro e raccoglie applausi per il suo coraggio. Auguro a ognuna e ognuno tante soddisfazioni con la partecipazione a questo evento.

2012

Eugen David

Già consigliere agli Stati

L’educazione, insieme alla ricerca, è una delle fonti più importanti del benessere in Svizzera. Sarebbe però poco perspicace limitare l’educazione esclusivamente alla trasmissione di quelle competenze che nella futura vita professionale sono utili o ripagano dal punto di vista economico.

Appunto l’educazione musicale contribuisce nei giovani alla formazione della personalità e allo sviluppo delle competenze sociali non traducibili in denaro. L’educazione musicale ha un prezzo. Essa rappresenta la creazione di valori che forma la vera e propria ricchezza della nostra società.

Grazie al Concorso Svizzero di Musica per la Gioventù possiamo osservare come i giovani si entusiasmano per qualcosa, investono tempo ed energia per fare attivamente musica (e non solamente per consumarla), studiano con costanza i brani per presentarsi poi al pubblico ed esporsi al giudizio di specialisti indipendenti. Bambini e giovani che partecipano al Concorso Svizzero di Musica per la Gioventù incontrano i loro coetanei e mettono alla prova le proprie capacità. Si misurano e vengono misurati. Vivono i successi ma anche i propri limiti. Entrambe le cose sono importanti. Entrambe contribuiscono a formare e forgiare le persone. In questo modo, tramite la musica i giovani acquisiscono degli atteggiamenti che li aiuteranno in maniera essenziale nella vita.

Coloro che seguono con attenzione o addirittura partecipano alla vita sociale e politica svizzera sanno che la politica può influenzare molte cose ma non tutto. Le decisioni parlamentari non sono in grado di determinare la ragione per la quale le persone si impegnano con amore e dedizione. La politica può però creare le condizioni favorevoli a questo scopo.

Non è più possibile pensare alla diffusione della musica e al sostegno dei talenti nel nostro Paese senza il Concorso Svizzero di Musica per la Gioventù. Esso gode non solamente di un ampio sostegno ideale ma anche di contributi finanziari da parte sia di privati che della mano pubblica. I cantoni hanno un importante ruolo in questo senso. Dato che rappresenta l’unico concorso nazionale, anche la Confederazione ha il dovere di garantirne la prosecuzione in futuro.

Auguro ai partecipanti tanta musica fatta con piacere e grande impegno, al pubblico buon divertimento nell’ascolto delle esecuzioni e ai giurati di prendere le decisioni giuste.

2012

Christoph Brenner

Direttore del Conservatorio della Svizzera Italiana

Abbiamo ancora bisogno di concorsi?

Ma certo! Concorsi e competizioni fanno parte della nostra vita quotidiana, a scuola, nella formazione, nella professione e nel tempo libero – chi mai andrebbe a guardarsi delle partite di calcio se finissero sempre in pareggio?

Siamo comunque consci del fatto che è possibile diventare “qualcuno” anche senza aver vinto grandi concorsi. I successi fanno bene alla propria autostima, ma sono in fin dei conti delle fotografie momentanee in mezzo a uno sviluppo che si spera “sostenibile”. I concorsi sono innanzitutto quel che noi riusciamo a farne e non quanto crediamo che rappresentino.

Il Concorso Svizzero di Musica per la Gioventù ha trovato, in maniera ammirevole, l’equilibrio tra una competizione elitaria e un evento di massa. È certamente importante la competizione sportiva con la concorrenza – ma lo è soprattutto la propria prestazione. È bello vincere – e deludente rimanere senza premio. Ma, anche a un Roger Federer capita di tanto in tanto di perdere una partita! Rimane quindi fondamentale anche per noi saper affrontare le nostre vittorie, le nostre sconfitte – e i nostri concorrenti.

Auguro a tutti i partecipanti un concorso appassionante e di successo, una buona “forma” e quel pizzico di fortuna che è indispensabile. Spero che il Concorso equivalga a un ulteriore passo nel proprio sviluppo individuale e che sia occasione per stabilire nuovi contatti e nuove amicizie. Innanzi tutto mi auguro però che si riveli fonte di nuova motivazione e nuovo entusiasmo per la musica. In bocca al lupo!

2011

Andreas Wegelin

Presidente del Consiglio di fondazione

Che cos’è che spinge i giovani a partecipare a un concorso di musica? Se lo chiediamo alle ragazze e ai ragazzi, ci rispondono che è per il grande piacere della musica: ascoltare la musica è divertente, e fare musica lo è ancora di più! Il Concorso svizzero di musica fu fondato originariamente per garantire nuove leve alle grandi orchestre sinfoniche. Nel frattempo questo non è più l’unico scopo. Infatti alcuni dei premiati hanno intrapreso carriere solistiche molto promettenti, e per tutti parteciparvi è quantomeno un’esperienza straordinaria. È la 36a opportunità che il CSMG offre ai giovani in Svizzera di esibire, mettere in evidenza le proprie capacità musicali davanti a genitori, amici e colleghi. Ogni anno, in marzo e in maggio vengono premiati molti giovani talenti, prima alle eliminatorie e poi alla finale. Anche quest’anno possiamo vantare oltre 1200 iscrizioni. Un nuovo record! Molti di questi giovani musicisti, pur rimanendo per tutta la vita dilettanti, possono trarre vantaggio da questi concorsi. Già da giovanissimi hanno imparato ad ascoltare, a ottenere insieme risultati in armonia e a studiare per raggiungere i propri obiettivi. Inoltre la musica è una lingua universale al massimo livello che supera qualsiasi confine linguistico e di provenienza. La partecipazione ai concorsi da parte di giovani svizzeri e giovani di altre nazionalità residenti in Svizzera, è un buon esempio di integrazione.

 

Per poter dare continuità all’istituzione del Concorso Svizzero di Musica per la Gioventù è necessario il contributo degli adulti: del vostro, dei genitori dei nostri partecipanti, del Consiglio di fondazione, ma anche dei politici di questo Paese. Attualmente nel Parlamento federale è in discussione l’iniziativa popolare gioventù+musica, che il Consiglio svizzero della musica ha consegnato nel dicembre 2008 con 150’000 firme. Ora mi appello a voi: sostenete ulteriormente il conseguimento di condizioni migliori per la formazione e l’attività musicale di bambini e giovani. Solo in questo modo possiamo garantire a lungo termine l’esistenza del Concorso Svizzero di Musica per la Gioventù. Attualmente il Concorso riceve finanziamenti dai cantoni e dalle città dove si tengono i concorsi – ma non dalla Confederazione. Abbiamo sponsor importanti: in primo luogo la Credit Suisse Foundation e anche ulteriori partner quali SUISA Fondazione per la musica, Ernst Göhner Stiftung, Tonhalle-Gesellschaft-Zürich TGZ, Fondazione Ruth und Ernst Burkhalter, Schweizer Radio DRS2, SoftCon Software & Consulting GmbH, PriceWaterhouseCoopers AG. Tutti dimostrano in questo modo che per loro è importante promuovere la musica sia per la collettività che per i talenti. Per questo li ringrazio a nome del Consiglio di fondazione.

2011

Michael Haefliger

Direttore del LUCERNE FESTIVAL

Un libro sull’insegnante di pianoforte più famoso in assoluto, il leggendario Carl Czerny, si intitola «Die Einzelhaft am Klavier» (trad. cella d’isolamento al pianoforte). Fare musica può essere infatti un’attività solitaria, se si devono trascorrere ore e ore seduti in una cameretta non più così silenziosa, a esercitare la diteggiatura e a praticare gli studi. L’esercizio fa il maestro, questo proverbio rispecchia la dura realtà. Ma ci sono anche due ricompense. Da una parte, il ritrovarsi con persone con gli stessi interessi, in duo, ensemble od orchestra – l’esperienza incomparabile del piacere musicale collettivo.

 

Dall’altra, l’incontro con la concorrenza. Anche se i musicisti non devono mai considerarsi dei rivali, tuttavia, dopo tanto tempo trascorso in ritiro e in isolamento con il proprio strumento, è inevitabile o addirittura auspicabile che si cerchi di sondare le proprie possibilità e i propri limiti in un concorso in cui ci si mette alla prova con i coetanei: come una foto che coglie l’attimo, che offre stimoli, e non come risultato finale. In questo senso i concorsi possono essere paragonati a un (primo) passo nel mondo, nel mondo della musica in cui molti di coloro che oggi sono qui al Concorso Svizzero di Musica per la Gioventù per misurare le proprie forze, un giorno a casa si renderanno conto, in qualità di solisti, in ensemble o in orchestra, che si vede. E si sente!

Auguro a tutti i partecipanti tanta fortuna e successo, non solo per questo Concorso, ma per tutta la loro vita futura piena di musica.

2011

Didier Burkhalter

Consigliere federale

«Senza la musica la vita sarebbe un errore.»
Nietzsche

L’apprendimento di uno strumento musicale o del canto è un’eccellente scuola di vita perché richiede perseveranza, rigore, pazienza e diligenza; insegna a condividere, a essere solidali e responsabili verso gli altri. Inoltre apre porte preziose: quella del diletto, dell’espressione di se stessi e della propria sensibilità artistica. A volte questa esperienza sfocia in una passione, in una vocazione. Ogni anno da 35 anni, il Concorso Svizzero di Musica per la Gioventù riunisce all’inizio del mese di marzo giovani provenienti da tutte le parti della Svizzera per permettere loro di praticare la propria arte sotto lo sguardo benevolo di professionisti. Anche quest’anno sono attesi oltre 1’000 musicisti amatoriali tra gli 8 e i 22 anni per suonare e cantare insieme. Durante tre giorni questi giovani faranno echeggiare da soli, accompagnati da un pianoforte o in gruppo, i loro accordi in nove regioni del Paese. Anche se il divertimento è un elemento importante della manifestazione, non va tuttavia dimenticata l’eccellenza. Dopo essere stati selezionati da una giuria severa, i migliori parteciperanno nel mese di maggio al concorso finale, tappa importante per chi vuole intraprendere una carriera musicale.

Il successo del Concorso Svizzero di Musica per la Gioventù cresce di anno in anno. Questa manifestazione sostiene la pratica musicale sin dall’infanzia, a prescindere dal livello di ciascuno, e promuove l’eccellenza. Il Concorso non privilegia nessuna regione linguistica a scapito di un’altra e offre a tutti la possibilità di un’esperienza da condividere con gli altri concorrenti, il pubblico, le famiglie, gli insegnanti e i professionisti. Auguro lunga vita al Concorso e buon divertimento ai partecipanti.

2012

Prof. Gerd Albrecht

Già direttore dell’Orchestra della Tonhalle di Zurigo

In passato ma ancora oggi, mi è sempre stato a cuore cercare di avvicinare i giovani alla musica classica e in particolare sostenerli a livello musicale. A questo scopo non ho solamente dato vita ai miei «klingende Museen» (musei suonanti) che ad Amburgo e Berlino permettono di entrare in contatto con gli strumenti musicali classici, riscontrando grande successo, ma ho anche partecipato tra le altre cose alla creazione del Concorso Svizzero di Musica per la Gioventù in musica classica.

Quando fu fondato nel 1975, questo concorso era unico in Svizzera. In primo piano si situava soprattutto il sostegno alle nuove leve musicali. Il concorso doveva tuttavia anche aiutare a far conoscere al pubblico i giovani talenti, affinché ottenessero una maggiore attenzione da parte dei media che fino a quel momento guardavano solo alle «star» della musica classica.

Con questo concorso volevamo onorare e premiare i giovani per le loro prestazioni, la loro disciplina e la loro passione per la musica. E un punto importante era costituito dal fatto che tramite questa prima e unica collaborazione di diverse istituzioni si potessero collegare «giovani musicisti» a «musicisti professionisti», per migliorare le possibilità di accedere a una carriera professionale.

Sono molto felice che le mie intenzioni di allora accompagnino ancora oggi il concorso e che quest’ultimo sia stato ora integrato dai settori di musica jazz, rock e pop.

Sarebbe bello – e una grande soddisfazione considerando la durata – se questo concorso potesse continuare ancora per moltissimi anni a offrire ai giovani un trampolino di lancio verso la vita musicale professionale.

2010

Daniel Fueter

Musicista

Anche nel 2010 festeggiamo un evento musicale dedicato alla gioventù, con la possibilità di ascoltare ancora una volta un concerto in tutta la Svizzera. Sono lieto di poter portare il mio saluto al Concorso di quest’anno. Sono tra i primi ad avere la possibilità di fare le mie congratulazioni prima della prima esibizione: ai partecipanti che si presentano al pubblico con il loro entusiasmo musicale, agli insegnanti che hanno incoraggiato i giovani musicisti a partecipare, a tutti coloro che, nelle scuole e nell’organizzazione del Concorso, contribuiscono a creare le condizioni necessarie per studiare e suonare. Vorrei ringraziare anche le famiglie e gli amici dei partecipanti per il loro sostegno a casa e nella sala da concerto, e i vicini di casa che gridano alla diligente gioventù musicale: spalancate le finestre mentre studiate affinché possiamo ascoltarvi anche noi.

Invece di concorso, si può dire anche gara, competizione. Ho consultato il vocabolario: anche nella parola «concerto» è contenuto il significato di competizione. Ma si tratta di una competizione convenzionale, di una cooperazione. La gara che coinvolge tutta la Svizzera, questo concerto nazionale, si orienta piuttosto verso l’unione e non verso la lotta o il litigio. Noi ammiriamo quindi il piacere di suonare, ciò che si è riusciti a fare finora e tutto ciò che può ancora crescere in futuro. Non si tratta di vincere o perdere. Fare musica è un gioco, forse il gioco più complesso per il quale sia nato l’essere umano.

Per suonare e cantare bisogna ascoltare, ascoltare verso l’interno, nel nostro mondo della fantasia, ascoltare verso l’esterno, nel mondo che ci circonda. Mentre si impone solamente il rumore, i bambini e i giovani – nell’aula delle prove, sul palco o nella sala da concerto – esercitano invece note sommesse. Mentre si annuncia un’uniformità globale, il pubblico è attento alla di­versità. Dove le notizie e gli eventi dominano gli schermi e le pagine dei giornali, noi torniamo al passato ad ascoltare se da là ci giungono dei messaggi a cui non possiamo rinunciare. Dove molti difendono il proprio potere, vogliono imporre le proprie uniche verità, chi ha a che fare con la musica presta attenzione all’elemento individuale, è sempre alla ricerca di qualcosa.

2009

David Zinman

Direttore stabile e direttore artistico generale dal 1995/96

Sono lieto di potervi dare il mio saluto al Concorso regionale del 34° Concorso Svizzero di Musica per la Gioventù! Il fatto che dei giovani si occupino di musica, lavorino per anni al proprio strumento e abbiano così la possibilità di portare avanti il dono del fare musica, lo considero una delle attività più durature e quindi più preziose per garantire il futuro della musica e portarla versa nuovi orizzonti. Fare musica insieme rappresenta sempre una grande esperienza che esprime la forza di coesione della musica. E proprio i concorsi di musica offrono ai giovani la possibilità di sviluppare in questo modo la propria curiosità e le proprie capacità.

Per questo, non da ultimo sono felice che voi, cari partecipanti, possiate imparare a fare musica insieme nell’ambito del Concorso regionale. Alcuni di voi rafforzeranno così il proprio cammino verso la carriera musicale professionale – anche l’Orchestra della Tonhalle di Zurigo annovera tra i suoi membri numerosi detentori di premi. Altri invece si dedicheranno alla musica nel tempo libero e speriamo diventino qualcosa di estremamente importante: un pubblico che ami la musica e la sostenga!

Cari partecipanti, voi contribuite enormemente a mante­nere in vita la musica. È anche per questo che vi auguro molto successo e tanto divertimento nel vostro percorso musicale.

2009

Pascal Couchepin

Consigliere federale, capo del Dipartimento federale dell’interno

La musica è espressione di una comunità. Suscita un senso di convivialità, condivisione e amicizia. La migliore dimostra­zione della sua potenza sono le orchestre costituite da musicisti di popoli tradizionalmente nemici: la musica sa unire, al di là delle frontiere e dei conflitti.

La musica è certamente l’arte più praticata dai giovani, e quale migliore guida si può augurare a un giovane per accompagnarlo versa l’età adulta? In un corso per principianti o in un’orchestra di professionisti, in solitudine nella propria camera o in compagnia degli amici, ognuno a modo suo si esercita, con più o meno successo. Nella musica i talenti si rivelano molto presto: è quanto scopriamo nel Concorso Svizzero di Musica per la Gioventù.

Il Concorso Svizzero di Musica per la Gioventù consente da oltre 30 anni a musicisti alle prime armi di incontrarsi, di suonare assieme e di confrontarsi gli uni con gli altri. Nel corso degli anni questo evento si è sviluppato divenendo oggi una vera e propria piattaforma per coloro che ambiscono a tentare una carriera nella musica.

Creato nel 1975 il Concorso si è consolidato e professionalizzato. Sono state strette alcune preziose collaborazioni che consentono di mantenere alto il livello qualitativo. I premi in palio sono stati concepiti con intelligenza, in funzione della promozione delle nuove leve: per esempio, ingaggi per parti di solista o borse per corsi di perfezionamento.

Ma il Concorso Svizzero di Musica per la Gioventù è anche una manifestazione popolare, calorosa, che richiama persone di tutte le generazioni: tutti assieme per celebrare quella che è una vera e propria festa della musica. Desidero felicitarmi con i partecipanti al concorso e auguro tanto successo a questa giornata all’insegna della musica.

2008

Nicolas G. Hayek

Presidente e delegato del Consiglio di amministrazione, The Swatch Group AG

Cari giovani musicisti,

Per me voi siete delle persone fortunate, perché avete una professione, una vocazione o un’arte in grado di regalare agli altri piacere, gioia di vivere, bellezza, meravigliose emozioni, amore e molte altre cose. La musica è un’arte che per tutti gli uomini del mondo può trasformarsi in un piacere completo, senza alcuna barriera, a prescindere dalla lingua, dalla cultura o dalla razza di provenienza.

La musica è un elisir importante quanto l’acqua, che si può tuttavia trovare dappertutto, facilmente rintracciabile ma allo stesso tempo di grande valore. La musica è l’elisir più democratico che esista, perché è quasi «gratuito» alla portata di poveri e ricchi. Anche l’antica storia del saggio Re Salomone ha molto a che fare con la musica. Un mendicante stava mangiando un pezzo di pane secco sul bordo della strada vicino a un ristorante, quando un buon profumo d’arrosto arrivò al suo naso. Dopo che ebbe finito di mangiare il suo pezzo di pane secco, gli si avvicinò l’oste e gli disse:

Oste: «Mentre mangiavi il tuo pane secco, hai potuto inalare il delizioso profumo del mio arrosto e dovrai pagarmi una moneta!»

Il mendicante rispose: «Oddio, come posso darvi la mia ultima moneta solamente per il fumo, anche perché io non ne ho avuto nulla?» E fu così che i due si ritrovarono davanti al saggio giudice e re Salomone. Questi ascoltò il racconto dei fatti, diede ragione all’oste e disse al mendicante: «Dammi la tua moneta». Disperato, il pover’uomo dovette consegnare la sua moneta al re Salomone che la lasciò cadere sul pavimento. E rivolgendosi all’oste disse:

«Hai sentito la bella musica provocata dalla caduta?» L’oste rispose: “«Sì, sire – era molto bella». E il re: «Vedi, con questo sei stato pagato a sufficienza per il profumo del tuo arrosto» e restituì la moneta al mendicante.

E così dalla musica è nata una bella ricchezza popolare che ha poi conquistato tutto il mondo. Per questo vi invidio, per la vostra capacità di poter godere e vivere tutto questo, e auguro a voi tanta gioia e divertimento al Concorso di musica per la gioventù di quest’anno.

Dal vostro «invidioso»
Nicolas G. Hayek

2008

Dimitri

Clown

Che cosa sarebbe il mondo senza la musica, senza il canto? Inconcepibile, triste e tragico.

A tutti i bambini piace la musica, amano cantare con la mamma e imparano volentieri le canzoni, ballano e si muovo spontaneamente e istintivamente a tempo di ritmo.

Sono felice che il fare musica in Svizzera venga incoraggiato dalle scuole di musica, dalle associazioni musicali o appunto anche dalla Fondazione Concorso Svizzero di Musica per la Gioventù. Non si fa mai abbastanza per promuovere il fare musica, perché se a questo mondo si facesse più musica, ci sarebbero sicuramente meno guerre. La musica, come la pantomima, non è legata a parole e lingue, e funge da collegamento tra i popoli.

Naturalmente c’è una grande differenza tra fare e ascoltare musica, e anche nell’ascolto è a sua volta incomparabilmente molto più bello e di valore un concerto dal vivo piuttosto che una registrazione. Il piacere più grande nel­la vita è comunque quello di suonare o cantare attivamente, da soli, in coro, in orchestra o in un gruppo. Anche se «solo» a livello dilettantistico, fare musica rende liberi e felici, e ci avvicina al grande mondo della musica.

2007

Cecilia Bartoli

Mezzosoprano

Personalmente mi compiaccio di qualsiasi sostegno a favore della musica, in qualsiasi forma e per qualsiasi età, perché sono convinta che la musica sia uno dei valori fondamentali dell’essenza e della convivenza umana. Nel mondo d’oggi, troppo rumoroso, la vera musica purtroppo ha un valore posizionale sempre più limitato e deve quindi essere trasmessa – soprattutto ai bambini e ai giovani – in maniera attiva. Con ciò non voglio dire che i bambini debbano essere forzati fin da piccoli a diventare musicisti professionisti, ma piuttosto che ci si debba cimentare nella musica affrontando tutti i suoi aspetti: suonare uno strumento, cantare in un coro, ballare insieme, andare ai concerti, cantare una canzone alla nonna, farsi suonare qualcosa dal papà, ecc. È qui che bisogna seminare, affinché poi possa germogliare e fiorire.

Tuttavia, alcuni bambini posseggono un particolare talento. Affinché questi giovani possano esprimersi appieno spiritualmente e personalmente, è importante che il loro talento venga scoperto e sostenuto per tempo. A ciò contribuisce anche un concorso, in quanto in esso vengono poste in discussione le infinite possibilità di interpretare la musica e qui i giovani hanno l’occasione di incontrare i propri simili e di confrontarsi con il loro modo di fare musica.

Mi congratulo con la Svizzera per il Concorso per giovani talenti che di anno in anno cresce e si espande in tutto il paese. Anche in questo modo, l’attenzione della popolazione viene indirizzata ancora una volta versa la musica.

2005

Prof. ord. Dr. h.c. Nikolaus Harnoncourt

Direttore dell'Orchestra

La musica è estremamente importante, è indispensabile per tutti noi; questo lo sa la gente di tutto il mondo. Purtroppo, però, nei paesi occidentali il suo spazio – come del resto quello delle arti in genere – viene sempre più ridotto, tacitamente soffocato dalle cose produttive e lucrative.

In questo momento credo sia ancora più importante che i giovani facciano musica – spesso senza obiettivi professionali – esercitando così il piacere, la fantasia e il suonare insieme. È una cosa che rimane per tutta la vita!

Auguri.

2004

Adrian Oetiker

Pianista

Cari partecipanti, cari genitori e insegnanti,

Sono tanti i ricordi personali che mi legano al Concorso Svizzero di Musica per la Gioventù. Molti di essi positivi: oltre ai contatti, rimasti in parte ancora vivi e importanti, sono state soprattutto le prime presentazioni in pubblico che hanno aiutato me e molti altri a prendere le decisioni giuste per il futuro. Ma ho dovuto superare anche esperienze negative – infatti, nonostante abbia partecipato per ben quattro volte al Concorso, non sono mai riuscito ha raggiungere l’obiettivo di vincere un primo premio.

Nei resoconti convenzionali vengono riportati essenzialmente solo i successi, e va bene così, dato che a nessuno piacerebbe sbandierare ai quattro venti i propri fiaschi! È una cosa meravigliosa che le buone notizie vengano divulgate, mentre quelle brutte rimangano al loro posto, e cioè nella sfera privata. Per un osservatore inesperto nascono a volte degli equivoci: le storie di successo documentate pubblicamente sono spesso estranee e filtrate, quindi non prive di lacune. Nelle biografie e nei curricula molto raramente si parla di concorsi non vinti e di esercitazioni senza successo – anche se pure questo è una parte del lavoro!

E così anche i fine settimana del CSMG rappresentano per i partecipanti da una parte il risultato e il meritato compenso per un grande impegno. Dall’altra però sono solo dei singoli momenti di un intero cammino che ognuno deve percorrere al proprio ritmo. Un Concorso di musica per la gioventù non è altro che un cronometro intermedio, messo a caso in un punto del percorso, che non riesce a distinguere i maratoneti dai velocisti. Questo deve essere chiaro soprattutto a genitori e insegnanti. Ai partecipanti auguro di cuore di raggiungere i propri obiettivi personali – adesso o in futuro.

2004

Simone Niggli-Luder

Sportiva

Quando andavo ancora a scuola suonavo il clarinetto, ma l’allenamento sportivo ha lentamente preso il posto dei momenti dedicati all’esercitazione musicale. Durante i saggi o i concerti provavo spesso le stesse sensazioni che sento prima di una gara di corsa di orientamento, e penso che esistano dei parallelismi tra lo sport di alto livello e la musica professionale.

In entrambi i settori bisogna porsi degli obiettivi realistici che creino stimoli e motivazioni. Per raggiungere tali obiettivi, oltre al talento serve anche molta energia. Sono necessarie innumerevoli ore di allenamento e di studio, accompagnate da forza di volontà e ambizione. Ciò comporta anche delle rinunce, ma la soddisfazione che si prova quando si ha successo appaga di tutto questo o anche di più.

Nella corsa di orientamento l’obiettivo è di raggiungere tutte le postazioni senza errori – nella musica la stessa cosa ma con le note. Con il tempo ci si avvicina sempre di più alla perfezione, non sono solo le note a essere importanti, ma anche il colore del suono. Nella corsa di orientamento, come pure nella musica, la concentrazione e l’esperienza sono fondamentali. La capacità di concentrarsi su di un compito al cento per cento per un determinato lasso di tempo assume enorme importanza, richiesta sia nello sport che nella musica. Nonostante io abbia già fatto molte esperienze a livello internazionale, sono sempre nervosa prima di una gara importante. Per me è giusto che sia così, perché solo in questo modo riesco a entrare nello stato d’animo della competizione, che mi permette di offrire prestazioni straordinarie.

lo considero la gara come il raccolto alla fine di un allenamento impegnativo. In essa posso dimostrare quelle che ho imparato e investito, la gara rappresenta il coronamento della stagione!

Auguro quindi a tutti i giovani musicisti tanto successo partecipando a questo coronamento della stagione, il Concorso di musica per la gioventù!

2003

Simon Ammann

Duemedaglie alle Olimpiadi di Salt Lake City 2002

Per me ascoltare musica significa soprattutto rilassarmi, distrarmi e staccare. Nella mia vita di campione sportivo ricorro spesso alla musica per non pensare sempre al salto con gli sci. In quei momenti sento la musica come qualcosa di liberatorio e ispiratore. Nel mio tempo libero mi piace ballare, anche perché la musica e il ritmo mi fanno muovere! Ma ancora più importanti sono le emozioni che trovano espressione nella musica. Mi è rimasto particolarmente in mente il momento in cui, nel villaggio degli atleti di Salt Lake City, la sera dopo la mia prima vittoria alle Olimpiadi, tutta la squadra del salto con gli sci si è ritrovata al “Coffeehouse”, il capo squadra Gary Furrer strimpellava la chitarra e noi cantavamo a nostro piacimento. Sicuramente il livello qualitativo del nostro canto a più voci non sarebbe bastato per partecipare a un concorso di musica, ma ciò nonostante ci sentivamo tutti dei grandi giovani tenori!

Movimento, ispirazione ed emozioni – queste sono certamente delle caratteristiche particolari che accomunano la musica e il salto con gli sci. Se poi consideriamo il concorso, ne scopriamo delle altre: la sfida di presentarsi davanti al pubblico, il misurarsi con gli altri concorrenti, l’atmosfera speciale attorno al concorso, forse un po’ di agitazione e nervosismo. Chi vuole avere successo in un campionato, deve immaginarsi di poter vivere queste tipo di situazione – o forse deve addirittura amarla.

Ma importante come il successo sportivo – e probabilmente questo è così anche per molti musicisti di grande successo – è per me la soddisfazione personale di avere la padronanza completa di una disciplina cui ho dedicato allenamenti e che ho sviluppato con grande dedizione per molti anni. In questo senso, auguro a tutti i musicisti di avere successo e di fare tante esperienze durante questa loro partecipazione al Concorso di musica per la gioventù!

2002

Sonja Nef

Campionessa del mondo campionessa del mondo di slalom gigante

Sia nello sport che nella musica ciò che conta sono il successo, le prestazioni, i riconoscimenti e la dedizione. E in entrambi i casi il limite tra vittoria e sconfitta è estremamente piccolo. L’entusiasmo è pieno di emozioni che commuovono e di sentimenti che uniscono.

L’esperienza della vittoria dà un’enorme sensazione di felicità! È la ricompensa a un duro e lungo allenamento e a molte rinunce che nello sport agonistico bisogna accettare di buon grado. Se qualche volta devo cedere la vittoria a una concorrente per pochi centesimi di secondo, in un primo momento sono davvero arrabbiata e ho la sensazione che la fortuna non sia per niente dalla mia parte. Ma non è così, e se si guarda quanto accaduto con la dovuta distanza ci si rende conto che non è così – è semplicemente lo sport DAL VIVO!

Da questi avvenimenti si traggono le proprie esperienze. E le esperienze che si fanno quando si perde sono delle esperienze positive. È grazie alle sconfitte e non alle vittorie che si diventa più maturi, più forti e anche migliori. Perché il talento da solo non è sufficiente, sia nello sport che nella musica – bisogna allenarsi duramente, più dei propri concorrenti! Auguro ai giovani e alle giovani partecipanti tanta fortuna e successo e soprattutto un concorso leale e giusto!